miscellanea

Strati e Frammenti, Personale di Filippo Rossi. Palazzo Panciatichi, via Cavour 2, Firenze. 30 gennaio - 13 Febbraio 2015. Testo del Catalogo di Marco Carraresi

Quando, alcuni anni fa, visitai una mostra di Filippo Rossi, confesso di essere rimasto subito fortemente colpito. Non accade spesso che un’arte pittorica fondata sull’astrattismo mi susciti emozione e stupore. Con le opere di Rossi questo è accaduto e ancora accade. La tecnica e il supporto -tela, juta, polistirene o legno- possono variare, ma davanti a ognuna delle sue creazioni è difficile rimanere indifferenti. Geniali e di grande impatto sono le forme, la forza dei colori e dei loro accostamenti, e perfino i titoli di ciascuna opera. Avverti, in modo quasi sensoriale, che sei di fronte a vere opere d’arte. Perché è arte quando, in qualsiasi forma, figurativa o astratta non importa, colpisce e commuove. E non è un caso che tanti dei temi prediletti da Rossi abbiano a che fare con la spiritualità dell’uomo. Una tra le caratteristiche che contrassegnano questo giovane artista fiorentino è proprio la sua particolare capacità di evocare e dare forma ed espressione, con lo straordinario e misterioso linguaggio dell’arte astratta, a moti spirituali e a riferimenti trascendenti, che nelle sue forme e nei suoi impatti di colore si avvicinano alla realtà umana e la illuminano. Marco Carraresi Consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana