miscellanea

Verità e Carità in due mostre Toscana Oggi, 4novembre 2012 Articolo di Timothy Verdon

VERITA’ E CARITA’ IN DUE MOSTRE D’ARTE SACRA Nel quadro di Florens 2012, due mostre inviteranno ad approfondire il senso dell’Anno della Fede, In hoc signo e Momenti di grazia, l’una e l’altra a firma di Filippo Rossi. In hoc signo apre il 3 novembre 2012 nel chiostro antico di Santa Croce, dove rimane fino all’8 gennaio 2013; Momenti di grazia apre il 2 novembre nella Sala del Corpo Generale alla Misericordia di Firenze, dove rimane fino al 11 novembre. In hoc signo è una serie di raffigurazioni della croce. Ha particolare senso poi la decisione della Basilica fiorentina dedicata alla Santa Croce d’invitare l’artista Filippo Rossi a esporre le opere su questo tema realizzate su richiesta di un’altra comunità francescana, quella della Porziuncola ad Assisi. Rossi, tra gli artisti voluti da BenedettoXVI all’incontro nella Sistina nel 2009, possiede infatti il dono del segno eloquente, e queste visioni al contempo mistiche e materiche - in legno torturato e bruciato abbinato all’oro - esprimono con forza il mistero di sofferenza e di gloria al cuore della fede in Cristo. Momenti di grazia è una mostra interlocutoria. Alla domanda di Sant’Agostino, «Quem colorem habet veritas?» -«Che colore ha la verità? » -, Rossi risponde con le quattordici opere esposte nella sede storica dell’Arciconfraternita della Misericordia per Florens 2012. Colorate e scintillanti d’oro, rappresentano la «verità» di quell’amore che, in innumerevoli situazioni e forme, tocca il cuore inclinandolo a donarsi. Col nome riassuntivo Momenti di grazie, questi dipinti evocano gli impulsi dell’ispirazione magmatica e multiforme che da quasi nove secoli illumina la Misericordia: un misto di generosità umana ecarità divina che, nell’Anno della Fede, va rammentato e meditato. L’emozione che Rossi offre mediante materia e colore, e la purezza dell’oro che è la sua firma, colgono il dinamismo incarnazionale al cuore della fede come delle opere del cristiano. Timothy Verdon