miscellanea

Toscana Oggi del 2 dicembre 2009.
Commento dell'opera di Filippo Rossi '8 dicembre 2006'.
L'Immacolata, dogma anticipato dal Tiepolo; di Timothy Verdon.

"...Abbiniamo poi al capolavoro settecentesco un’opera del XXI secolo, un dipinto contemporaneo intitolato 8 dicembre (qui a sinistra), opera di Filippo Rossi, uno degli artisti chiamati all’incontro nella Sistina lo scorso 21 novembre. Realizzata come meditazione pittorica nel giorno stesso dell’Immacolata nel 2006, l’opera di Rossi vuole «far vedere» il misterioso contenuto della festa: la base su cui si poggia tutto il dipinto è composta da carta frammentata e raggrumata, segno dell’umanità fragile, incline al peccato. Su questa base di debolezza si stacca però un velo bianco, ineffabile e rarefatto, simbolo di una natura «Altra» che si eleva per l’intera altezza del quadro, segno dell’elezione divina di questa donna a modello perfetto per l’umana creatura. Al di là dell’elezione iniziale ?" la «predestinazione» ?" di Maria, vi è anche il momento della personale accettazione della sua vocazione, quando al saluto angelico Ave, gratia plena Maria dice di sì: questa viene simboleggiata nel dipinto dalla linea a foglia d’oro che scende dall’alto, da Dio, che l’ha prescelta per la sua umiltà a sua dimora terrena.

Infatti il segno che la vicenda di Maria offre all’umanità è quello di una perfetta unione dell’essere umano con Dio. La sua preservazione dal peccato era in funzione di una libertà interiore così totale da permetterle di dire di sì all’angelo, accogliendo la vita di Dio in sé. In Maria prima e più che in altri venne adempiuta la promessa di Dio, «Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo» (Gl3,1), perché già nella sua Concezione, poi all’Annunciazione e infine alla Pentecoste Maria fu purificata, colmata ed animata dallo Spirito Santo.