miscellanea

Strati e Frammenti, Personale di Filippo Rossi. Palazzo Panciatichi, via Cavour 2, Firenze. 30 gennaio - 13 Febbraio 2015. Testo del Catalogo di Timothy Verdon

La materia, il tempo, la gioia Tra geologia ed archeologia, l’ultima mostra di Filippo Rossi sposta l’interesse materico dell’artista in una direzione al contempo nuova ed antica: verso la pietra, vissuta nel mistero del suo lento stratificarsi ma anche nel fascino delle inaspettate riconfigurazioni a cui essa è soggetta. Una prima serie di opere, di dimensioni più contenute, esplora il fenomeno del “tempo geologico”, offrendo visioni curiosamente rassicuranti del sovrapporsi o dell’accostarsi di strati di una pietra tra marmo e travertino: bianca, grigio chiara o ferrosa; una seconda serie, con opere più grandi, ripropone la stessa pietra a distanza di millenni, già scavata, tagliata, impiegata in costruzioni ridotte in frantumi, infine ricomposta in asimmetrie che sembrano le piante viarie di città perdute. In ciascuna serie, poi, tra gli strati e i frammenti di pietre screziate ed erose emergono sorprendenti ed emozionanti forme colorate e dorate, come se nel cuore della terra e nelle rovine di antiche civiltà la gioia si rivelasse il tesoro nascosto sin dall’inizio e oltre l’apparente fine delle cose. Al di là dell’orizzonte eterno verso cui ci ha guidati negli ultimi anni, Rossi ora ci immerge nel tempo??"ma in un tempo la cui vicenda è, dall’inizio alla fine, venata di speranza. Mons. Timothy Verdon Direttore, Museo dell’Opera del Duomo Firenze